La storia del piccolo Sergio è quella di un brutto incidente stradale che una notte dello scorso gennaio è piombata come un macigno sulla sua vita e su quella di babbo Dino (che era in auto con lui) e di mamma Marianna che si è sentita arrivare una telefonata che mai avrebbe voluto.

Oggi, a distanza di qualche mese, la sua vita sta lentamente ritornando alla normalità, anche se il ricordo del trauma è ben vivo e periodicamente Sergio deve tornare a fare visite di controllo al Meyer. In quelle stesse stanze, quelle del Trauma Center, che da allora gli hanno aperto le porte e lo hanno accompagnato durante il decorso.

Sergio al Meyer ci è arrivato a bordo dell’elisoccorso Pegaso, quella notte, e la sua mamma lo racconta ancora con la voce segnata dall’emozione. Aveva un brutto trauma cranico e fratture al volto, alle costole, al femore, al piede, alla caviglia e al polso. Ha trascorso i primi cinque giorni in rianimazione, per poi essere spostato nel Trauma Center e infine nel reparto di Chirurgia Pediatrica dove è stato operato.

Una cartella clinica importante, insomma: “Sono stati giorni difficilissimi e quotidianamente ringrazio i medici del Meyer per averci aiutati a superarli – racconta mamma Marianna– Sin dal primo momento, da quando sono arrivata terrorizzata, non mi sono mai sentita sola, perché a fianco a me c’erano ottimi specialisti, come il dottor Bussolin e tutto il suo staff e una psicologa che mi ha aiutato molto. Tutti professionisti molto validi e dal cuore grande: questo mi ha sorpreso”.

 

storia_sergio

Una giornata tipo al Meyer

Ma come si svolge la giornata di un bimbo ricoverato nelle condizioni del piccolo Sergio? “Il bambino era costantemente monitorato e mi ha colpito il fatto che i dottori non si limitassero al tradizionale ‘giro di visite’ la , ma lo seguissero a tutte le ore” racconta la mamma. “I medici collaboravano molto tra di loro e per me è stato prezioso il supporto della psicologa, la dott.ssa Valentina Settimelli”.

Il Trauma Center Pediatrico, infatti, ha una struttura molto particolare. È costituito da due squadre principali: il team Traumatologico/Ortopedico, formato da ortopedici pediatrici, e il Trauma Team, composto da uno staff di medici (pediatri dell’emergenza e anestesisti), psicologa ed infermieri che di concerto gestiscono le emergenze pediatriche, attivando caso per caso il consulente specifico.

Il percorso diagnostico-terapeutico del bambino che arriva in questa struttura del Meyer è rigorosamente pianificato e studiato per ottimizzare l’efficienza e non perdere istanti che nelle emergenze pediatriche possono essere oltremodo preziosi.

Ad ogni turno viene costituita la squadra medico-infermieristica che sarà dedicata alla gestione del paziente al momento del suo arrivo, i cui dati (nome, età, peso, tipo di trauma, dinamica dell’evento e quadro clinico) saranno già stati comunicati dal personale del 118 o dell’ospedale di provenienza. All’arrivo del paziente, vienequindi eseguita la valutazione primaria con stabilizzazione delle funzioni vitali. A questa prima fase segue la valutazione secondaria per l’identificazione sistematica delle lesioni presenti. Nel contempo, viene attivato il componente del Trauma Team presente in ospedale o reperibile con il quale viene deciso e condiviso il tipo di esami diagnostici da eseguire, il/i consulente/i da coinvolgere ed il reparto in cui il paziente verrà ricoverato.

Durante tutta la degenza, che ha una durata variabile in funzione della gravità della situazione, il paziente viene seguito in modo multidisciplinare, principalmente dal Trauma Team, insieme a tutte le figure specialistiche adeguate per il tipo di trauma, fino al momento della dimissione, quando viene impostato il follow-up con i controlli clinici presso gli ambulatori del Trauma Center. Tutto questo fa in modo che ogni anno il Trauma Center riesca a seguire oltre 8mila bambini che, come il piccolo Sergio, hanno bisogno di un’assistenza specialistica altamente qualificata e multidisciplinare.