Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, in Italia nel 2012 si sono registrati complessivamente 186.726 incidenti stradali con lesioni a persone. Rispetto al 2011 sono diminuiti complessivamente del 9,2%, ma va evidenziato che l’indice di mortalità è aumentato per le strade extraurbane e le autostrade, mentre è rimasto stabile per le strade urbane. La categoria di veicolo più coinvolta negli incidenti è quella delle autovetture (66,3%), seguita dai motocicli, gli autocarri, le biciclette e i ciclomotori.

La distribuzione di incidenti stradali con lesioni a persone conferma gli andamenti del 2011: un primo picco si riscontra tra le 8 e le 9 del mattino, momento degli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola. Un secondo picco si osserva alle 13, in corrispondenza dei tragitti scuola-casa e rientro per la pausa pranzo per i lavoratori che non fanno orario continuato. La punta massima di incidentalità si registra tra le 18 e le 19, per l’aumento di traffico legato al tragitto lavoro-casa. Tra veicoli, la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (63.560 casi), seguita dal tamponamento (33.777).

Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente (44% dei casi in totale). I bambini (fra 0 e 14 anni) vittime di incidenti stradali in Italia nel 2012 sono stati oltre 12.000, di questi circa 150 sono morti in seguito all’incidente. Le statistiche mostrano che nella maggior parte dei casi i bambini deceduti non erano assicurati con gli appositi sistemi di ritenuta. Il rischio di morte in questo caso viene stimato in 7 volte superiore rispetto a un bambino legato secondo le norme. Eppure molto meno della metà dei bambini viaggia in modo sicuro, un po’ come accade per gli adulti: solo il 20% circa utilizza le cinture di sicurezza.